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AGGIORNAMENTI IN PNEUMOLOGIA – IV edizione La medicina di precisione in Pneumologia
Settembre 2020

AGGIORNAMENTI IN PNEUMOLOGIA – IV edizione La medicina di precisione in Pneumologia

MESTRE (VE) 19/09/2020

Crediti ECM:
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La BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO) rappresenta tuttora una importante causa di morbilità e mortalità in tutto il mondo e anche nel nostro paese. Infatti, tra le malattie croniche la BPCO è nelle primissime posizioni come causa di invalidità e di costi sanitari e sociali. È comunque ormai assodato che l’epidemiologia della BPCO soffre di valutazioni ampiamente in difetto a causa di un sommerso di casi che, per varie motivazioni, non vengono diagnosticati e conseguentemente non trattati fino a che la malattia non progredisce verso livelli di gravità irreversibili, altamente invalidanti e che richiedono un cospicuo impiego di risorse sanitarie ed economiche. Fondamento principale per il corretto riconoscimento della BPCO e l’adeguata gestione delle varie fasi in cui essa si esplica, sono l’acquisizione di corrette nozioni specialistiche su questa malattia e della capacità di intervento nelle diverse situazioni cliniche che può presentare il paziente con BPCO, spesso anche affetto da varie comorbilità. La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una pneumopatia cronica e progressiva che colpisce adulti di età medio-avanzata e che è caratterizzata a livello anatomo-patologico e radiologico da un tipo particolare di danno polmonare che viene definito “polmonite interstiziale usuale” (UIP). L’IPF è per definizione una malattia da causa sconosciuta ma si ipotizza che colpisca individui geneticamente predisposti e cronicamente esposti a sostanze pneumotossiche, prima tra tutte il fumo di sigaretta. Tra le persone con più di 65 anni la prevalenza della malattia è di circa 100 casi per 100.000. In Italia, una serie di fonti stimano un'incidenza dell’IPF di 7-9 casi per 100.000 all’anno e una prevalenza di 26-31 casi per 100.000. Ciò significa che attualmente nel nostro Paese i casi di IPF (la maggior parte dei quali non diagnosticati) sono tra 16.000 e 19.000 e che ogni anno vengono diagnosticati tra i 4.700 e i 5.700 nuovi casi di IPF; la prognosi è di circa 3-5 anni di sopravvivenza dopo la diagnosi. Si manifesta con una progressiva dispnea da sforzo, accompagnata o meno da tosse secca, crepitii bibasali “a velcro” all’auscultazione del polmone e deficit ventilatorio restrittivo alla spirometria. E’ comunque la TAC del torace ad alta risoluzione (HRCT) l’esame che consente di porre la diagnosi di IPF e di escludere altre cause note di fibrosi polmonare. La terapia farmacologica dell’IPF (fibrosi polmonare idiopatica) è stata rivoluzionata dai farmaci antifibrotici (nintedanib e pirfenidone) i quali ne rallentano in maniera significativa la progressione ed il declino funzionale associato. Lo scopo di questo evento è migliorare il bagaglio di conoscenze e l’abilità di gestione in questo ambito di patologie respiratorie, attraverso la puntualizzazione del ruolo delle figure professionali che si possono occupare dei problemi riguardanti le due categorie patologiche oggetto del Convegno.

Professione:

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