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IX° CONVEGNO CITTADELLESE DI CARDIOLOGIA RIABILITATIVA Focus sulla cardiologia di genere
Novembre 2019

IX° CONVEGNO CITTADELLESE DI CARDIOLOGIA RIABILITATIVA Focus sulla cardiologia di genere

CITTADELLA 09/11/2019

Crediti ECM:
4,9

Nel 1991 venne pubblicato sul New England Journal of Medicine un articolo a firma di Bernardine Healy, rinomata cardiologa statunitense. La Healy descriveva un fenomeno da lei battezzato come “Yentl syndrome”. Yentl è il nome della protagonista di un racconto di Isaac Bashevis Singer, Yentl The Yeshiva Boy, una ragazza ebrea che per accedere alla scuola rabbinica e studiare direttamente il Talmud, secondo il suo desiderio, è costretta a rasarsi i capelli e vestirsi da uomo. Con questo termine Healy voleva indicare e denunciare la disparità di trattamento rilevata all’interno dell’istituto di cardiologia da lei diretto: meno ospedalizzate, meno sottoposte a indagini terapeutiche e diagnostiche, le donne anche in campo sanitario subivano una tacita discriminazione. Inoltre veniva rilevata una fortissima disparità nei campioni sperimentali per l’introduzione di nuovi farmaci sul mercato fra componente femminile, completamente assente o quasi, e componente maschile. Per troppo tempo le malattie, la prevenzione e terapia sono state studiate prevalentemente su casistiche del solo sesso maschile, sottovalutando le peculiarità biologico-ormonali e anatomiche proprie delle donne. Le donne sono state escluse dalla maggior parte dei primi studi sulla riabilitazione cardiaca, costituendo solo il 4 e l’11% dei pazienti arruolati nei trial di riabilitazione cardiaca complessiva e nei trial basati sul solo esercizio fisico. Esistono anche nel mondo reale notevoli differenze tra i due sessi nell’accesso ai programmi di Cardiologia Riabilitativa. La medicina di genere è chiamata a limitare disuguaglianze di studio, attenzione e trattamento che fino ad oggi sono state a carico delle donne. Non costruendo una medicina al femminile e una al maschile, ma applicando il concetto di diversità per garantire a tutti, donne e uomini, il miglior trattamento possibile in funzione della specificità di genere. Il convegno si propone pertanto di ridurre questo gap, approfondendo le differenze riguardo l’insorgenza, la progressione, la risposta ai trattamenti e la prognosi nell’ambito delle patologie cardiovascolari.

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