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IL DOSAGGIO DELL’EMOGLOBINA GLICATA NEL NUOVO CONTESTO SOCIALE
Ottobre 2019

IL DOSAGGIO DELL’EMOGLOBINA GLICATA NEL NUOVO CONTESTO SOCIALE

SAVONA 24/10/2019

Crediti ECM:
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Il diabete di tipo 2 è di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% dei casi) ed è tipico dell’età matura. Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali: alla familiarità si affiancano aspetti caratteristici della persona quali l’obesità, la vita sedentaria, lo stress e alcune malattie che ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. I sintomi non sono generalmente evidenti come nel diabete di tipo 1, vengono facilmente ignorati e la scoperta del diabete può avvenire in modo del tutto casuale, ad esempio durante un check-up. La diagnosi di questa forma di diabete, pertanto, può essere anche molto tardiva (mesi o anni) e, per questo motivo, è facile riscontrare la presenza di complicanze in stato avanzato. Uno dei parametri di maggiore utilità in questo contesto è il dosaggio dell’emoglobina glicata, che fornisce informazioni sulla concentrazione media di glucosio ematico durante i 2-3 mesi precedenti, costituisce uno dei criteri diagnostici per la diagnosi iniziale di diabete mellito (HbA1c > 6.5%), è un parametro di valutazione dell’efficacia della terapia e rappresenta oggi il “gold standard” per la valutazione del compenso glicemico. Questo incontro è orientato ad approfondire le modalità di utilizzo e le informazioni che il parametro può fornire anche in un contesto del tutto nuovo: quello della diagnosi precoce del diabete di tipo 2.

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